Tekno, fiera della tradizione passata, si propone come l'incontrastato interprete di quella tendenza che ricrea il moderno nelle sue più pure caratteristiche di discrezione e raffinatezza, riuscendo altresì ad imprimere personalità e carattere ad ogni creazione
Le Corbusier
Le Corbusier
(1887 - 1965)
Le Corbusier, pseudonimo di Charles-Eduard Jeanneret, è considerato uno dei più grandi esponenti dell'architettura e del design del secolo ventesimo.
Nel 1920, a Parigi, con il pittore A. Ozenfant, fondò la rivista "Esprit Nouveau", veicolo delle idee del "Purismo", movimento originato dal "Cubismo" che aveva stabilito per la prima volta il sodalizio fra l'arte e la produzione industriale. Fra i concetti chiave che le Corbusier sviluppò in questo periodo ricordiamo quello della costruzione multi-uso, che consisteva in moduli sovrapponibili per la produzione in serie di case popolari.
La casa è vista come "una macchina in cui vivere o un oggetto utile"; viene ripreso così il concetto di standard, che serve le ragioni dell'efficienza, precisione, ordine e perciò, bellezza. Le Corbusier applicò questi concetti, seppur variandoli e perfezionandoli, nei progetti del 1920 come il "Dwelling Block", nel 1922 con la casa alveare "Immeuble Villa", ed in alcuni importanti piani urbanistici di città come Algiers fino alla complessa realizzazione dell' "Unite d'Habitation" di Marsiglia (1945-52).
La creazione di forme strutturali in cemento armato (Pilotis) è tipica, e consente di realizzare un piano libero da supporti di sostegno con finestre a livello, giardini ornamentali e facciate articolate secondo la nuova scala dimensionale antropomorfica, il "Modulare".
Le "Jaoul Houses" a Neully - Sur - Seines, la "Sarabhal House" in India e la "Rochamp Chapel" sono altri importanti esempi.
Per quanto riguarda l'arredamento, Le Corbusier ha disegnato molti pochi elementi d'arredo. Nel primo periodo del suo lavoro, progettò delle anonime sedie in vimini, la sedia "Thonet" e anche la semplice sedia da giardino in ferro. Posteriormente, in seguito alla collaborazione con il cugino Pierre Jeanneret e l'architetto Charlotte Perriand, i suoi elementi d'arredo sono frutto di un rivoluzionario concetto di spazio. Un elemento d'arredo non è più considerato un corpo estraneo inserito in un ambiente, ma una forma idealmente adattata per il corpo umano e perfettamente risolta nello spazio.
Anche l'attenta considerazione dei metodi di costruzione e produzione e l'uso di materiali modeni, come il tubolare in acciaio, dettero vita a effetti inusuali e sorprendenti.