Tekno, fiera della tradizione passata, si propone come l'incontrastato interprete di quella tendenza che ricrea il moderno nelle sue più pure caratteristiche di discrezione e raffinatezza, riuscendo altresì ad imprimere personalità e carattere ad ogni creazione
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Marcel Breuer

Marcel Breuer
(1902 - 1962)

Marcel Breuer è indubbiamente il più importante designer uscito dalla scuola “Bauhaus”, di cui entra a far parte nel 1920. Nonostante che gli inizi della sua attività siano stati caratterizzati da chiare influenze dell’Espressionismo, la scuola “De Stijl” ed il Costruttivismo, ben presto i suoi interessi si focalizzarono interamente sul problema della standardizzazione applicata ai processi di produzione del mobile. Dal 1924 assume la direzione della sezione del mobile a seguito del trasferimento della scuola a Dessau, e grazie a questo prestigioso incarico ebbe l’opportunità di applicare le proprie conoscenze teoriche e pratiche. Dal 1925, con l’invenzione di mobili in tubo metallico scoprì oltre che a una nuova tipologia, anche una nuova funzionalità e tecnologia. Da un punto di vista sociologico-psicologico tali mobili indicano un mutato rapporto tra l’arredo e la casa, tra la persona e la casa. Infatti il mobile non è più una sorta di monumento domestico, ma un oggetto utile, leggero, maneggevole, elastico, oltre ad essere anche contenuto nei costi. Breuer progetta e realizza la prima sedia in tubo d’acciaio nel 1925, il famoso modello “Wassily”, interamente in tubo Mannesman nichelato e trafilato a freddo i cui terminali sono saldati. Scrive in proposito l’autore: “Nei miei studi sulla produzione in serie e sulla standardizzazione scoprii ben presto il modello levigato, linee luminose, e pure nello spazio come nuovi elementi costituitivi dei nostri arredamenti. In queste linee luminose e arcuate non vedevo soltanto simboli della tecnica moderna, ma la tecnica in generale. “Certo, egli non è l’unico che arriva ad ideare simili mobili, infatti anche altri artisti quali Mart Stam e Mies Van Der Rohe, arrivarono ben presto ad ideare mobili analoghi. Dopo aver aperto uno studio a Berlino che mantiene fino al 1931, Breuer inizia a viaggiare in Spagna, in Nord Africa, in Grecia, nei Balcani, In Svizzara ed in Italia. I suoi primi progetti architettonici risalgono al 1932: la casa “Harnischmacher” a Wiesbaden. Nel 1937 si trasferisce definitivamente negli stati Uniti. Insegna alla “Harvard University” , nel 1946 apre uno studio a New York. Per la ricca clientela americana progetta tutta una serie di bellissime ville, oltre ad una vasta serie di edifici quali. la sede dell’Unesco a Parigi, il grande magazzino de Bijenkorff a Rotterdam, l’ambasciata degli Stati Uniti a l’Aja, il “Whitney Museum of American Art” a New York e molti altri. Le sue architetture come i suoi mobili sposano una elegante bellezza ad estrema funzionalità.
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